
Risultati
I numeri prima, le parole dopo.
Ogni mandato ha obiettivi misurabili definiti all’inizio e verificati alla fine. Qui mostriamo, numeri alla mano, cosa cambia per un’impresa energivora che adotta questo approccio — e potete rifare il conto sui vostri consumi.
Scenario · Manifatturiero
Un’impresa manifatturiera da 3,8 GWh l’anno.
- Settore
- Manifatturiero, produzione continua
- Localizzazione
- Nord Italia
- Consumo annuo
- ~3,8 GWh
- Spesa energetica iniziale
- ~950.000 € l’anno
La situazione di partenza
È la condizione in cui si trova gran parte delle imprese energivore: contratto rinnovato ogni anno a ridosso della scadenza, prezzo interamente indicizzato al mercato, nessuna strategia di copertura, coperture dello stabilimento inutilizzate. Nel 2022 una spesa energetica così strutturata è più che raddoppiata rispetto a due anni prima, senza alcun cambiamento nella produzione.
L’intervento
Si ridefinisce da capo la strategia di acquisto: rinegoziazione dei contratti in essere, nuova struttura con una quota di prezzo fissata in finestre pianificate e una copertura del rischio sulla parte restante. In parallelo, studio di fattibilità e realizzazione di un impianto fotovoltaico da 1 MWp in autoconsumo, con gara tra installatori e verifica indipendente delle offerte.
Il risultato
Costo unitario dell’energia acquistata più basso del 15%. Sommando l’autoconsumo e la nuova struttura contrattuale, la spesa complessiva scende in modo molto più marcato. Ma il risultato che conta non è solo il numero: è una spesa prevedibile, con un’esposizione al mercato scelta e non subita, e un margine protetto anche nei mesi di prezzo alto.
Fatelo sui vostri numeri
Quanto cambierebbe per voi.
Tre dati che avete già in fattura. Il conto cambia mentre scrivete.
In fattura è in kWh: 1 GWh = 1.000.000 kWh
Il totale speso per l’energia elettrica in un anno
Coperture, tettoie, aree libere. Zero se non ne avete
Da dove arriva il risparmio
Ipotesi: 1.200 kWh prodotti per kWp all’anno (Nord Italia), 75% di autoconsumo, 7 m² di superficie per kWp, 850 €/kWp chiavi in mano, riduzione del 15% sul costo unitario dell’energia acquistata. L’impianto è dimensionato sul minore fra la superficie disponibile e il fabbisogno. Sono ordini di grandezza per capire se vale la pena approfondire, non un preventivo: il calcolo puntuale richiede il profilo orario dei consumi.
Cosa misuriamo
Gli indicatori che contano davvero.
Il risparmio in bolletta è solo uno dei numeri. Un’impresa che governa l’energia guarda anche agli altri.
Costo unitario (€/MWh)
Il prezzo pieno dell’energia, tutte le componenti incluse, confrontato con il mercato e con la situazione di partenza.
Quota di spesa protetta
Quanta parte del costo è al riparo dalla volatilità: prezzo fisso, PPA, autoproduzione.
Prevedibilità
Lo scostamento tra spesa prevista a budget e spesa effettiva. Un numero che l’amministrazione apprezza quanto la produzione.
Impatto sul margine
Il risultato finale: quanto la gestione dell’energia ha spostato sul margine operativo dell’impresa.
Come leggere questi numeri
Le ipotesi, in chiaro
Lo scenario qui sopra è costruito su prezzi di mercato reali (serie mensile GME) e su ipotesi tecniche standard: un impianto da 1 MWp in Nord Italia produce indicativamente 1,1–1,2 GWh l’anno, di cui si autoconsuma la quota compatibile con il profilo di prelievo. Il risultato finale dipende da tre leve che pesano in modo diverso: quanto viene dal mercato, quanto dalla struttura contrattuale, quanto dall’autoconsumo.
Preferiamo mostrarle che nasconderle: i numeri di un’impresa non sono quelli di un’altra, e un risparmio che non si sa da dove arriva non è un risparmio governabile. Con i vostri consumi reali facciamo lo stesso conto in un’ora.
Lavoriamo su dati sensibili — costi, contratti, piani industriali — e ogni mandato è coperto da riservatezza.

Iniziamo
Il prossimo caso potrebbe essere il vostro.
Iniziamo da un’analisi preliminare: in poche settimane sapete quanto valore c’è da recuperare nella vostra impresa.

